Il giorno tanto atteso è finalmente arrivato:

MILOS TEODOSIC È UN NUOVO GIOCATORE DELLA VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA.

Ebbene si, il play della nazionale serba, vincitore dell’Eurolega, pluricampione in Russia ed in Grecia, medaglia d’argento in tutte le competizioni internazionali (per ovvie ragioni, vista la partecipazione di Team USA), è ora un giocatore delle V nere.

Arriva sotto le due torri, alla corte di coach Sale Djordjevic e, soprattutto, del patron Massimo Zanetti, che insieme con l’Amministratore Delegato Luca Baraldi, a tutta la dirigenza ed all’area tecnica, hanno fortemente voluto portare il campione serbo alla Virtus.

Trattativa lunga, complessa, dispendiosa di tempo, energie e, naturalmente, risorse, ma probabilmente questo è solo una parte del prezzo da pagare per poter raggiungere certe figure del “Gotha” della pallacanestro europea.

Infatti, l’acquisto di Teodosic, oltre ad essere un sogno per la stragrande maggioranza dei tifosi bianconeri (e non solo, vista la larghissima platea di estimatori di Milos), è anche un’importantissima dichiarazione di intenti fatta da questa società e dalla sua proprietà: con l’arrivo di uno dei migliori giocatori europei degli ultimi anni (anche se, dopo l’esperienza non idilliaca del serbo in NBA, non più con lo stesso “argento vivo” di due stagioni e mezzo fa), la Virtus annuncia in maniera abbastanza esplicita che le proprie intenzioni non sono quelle di vivacchiare, di cercare di fare piccoli passettini nella speranza, un giorno, di tornare nei massimi palcoscenici continentali.

È bensì una netta e chiara volontà di tornare, in tempi brevi ma ragionevoli, nell’élite della palla a spicchi, sia quella italiana, per non lasciare più il titolo di “unica piazza ambita” all’Olimpia Armani Milano, sia quella europea. Ed in questo senso va analizzato il riavvicinamento, dopo tanti anni, con le competizioni ECA, di cui ricordiamo la Virtus è stata fondatrice agli albori del nuovo millennio.

Colpo di mercato da Virtus dei grandi fasti, quando dentro la Palestra Porelli, in via dell’Arcoveggio, 49 arrivavano i campioni europei desiderati e ricercati in tutta europa dalle corazzate dei massimi campionati.

La stessa attenzione mediatica, nei confronti della Virtus e di Bologna, non è mai stata così alta negli ultimi anni come nei giorni scorsi. Tutte le testate, nazionali e locali, specializzate di pallacanestro, hanno speso molte parole e diversi articoli su quello che sicuramente può essere considerato “il colpo dell’estate”. Ma l’attenzione non è arrivata solo dagli “addetti ai lavori”, bensì la notizia ha riportato ancora più auge al basket italiano anche sulle testate e sui media sportivi italiani più importanti e più, se vogliamo, “generalisti”: dalla Gazzetta a SkySport, tutte le redazioni sportive italiane hanno accennato a questo arrivo.

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Un acquisto che proietta la Virtus verso un futuro carico di aspettative e ambizioni.

E proprio le ambizioni, le aspettative, gli obbiettivi di alto livello sono spesso un innesco capace di  dar vita a quello che, partendo da un rivo ormai quasi prosciugato (come fu l’anno della A2, quando ci fu l’ingresso di Segafredo Zanetti), può diventare un fiume ricco e florido, capace di oltrepassare, col proprio percorso, ogni nuovo ostacolo che gli si frapponga, senza mai far calare il proprio incedere, proprio come una grande passione.

Questo processo, naturalmente, non può arrivare al suo massimo tutto in una volta, non è qualcosa che può essere anticipato, accelerato senza i giusti accorgimenti, altrimenti il rischio è quello di eccedere, di perdere il giusto percorso, finendo per non ottenere i risultati sperati. E su quel fronte, la società per ora ha fatto i passi necessari, prendendosi anche il giusto tempo per “imparare”, come è giusto che sia, a gestire ed indirizzare nel migliore dei modi una realtà storica e inestimabile come quella della V nera.

Ora è giunta una decisa accelerata, voluta per dare un segnale di crescita, per far capire le ambizioni di questo “corso”. Ma proprio per far mantenere vivo e ricco questo fiume e farlo cresce d’intensità, c’è bisogno del sostegno di tutti, perché più un corso d’acqua ha fonti di approvvigionamento, più è in grado di accrescere la propria portata e continuare al meglio il proprio percorso. Quindi ben venga questo primo grandissimo innesto, e speriamo che sia solo il primo di molti “affluenti” pronti a dare tanto alla Virtus.

Concludendo, sono del tutto certo che questo corso intrapreso dalla Virtus non possa che portare delle soddisfazioni a tutti noi che ci “abbeveriamo” da questa nostra fede sportiva. Ora tocca solo seguire i nostri “condottieri”, dentro e fuori dal campo. Quelli che, parafrasando la celeberrima frase nel film Lawrence d’Arabia, “sono un fiume per il loro popolo”.

 

Giovanni Fornaciari

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Virtus

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