Ancora una vittoria per la Virtus nel suo percorso (finora “immacolato”) europeo in Basketball Champions League. Nella prima “vera” trasferta continentale della Virtus Segafredo Bologna, arrivano altri due punti che fanno sempre bene, soprattutto se conquistati in un campo storicamente difficile come l’Akatlar Arena (anche se stasera tristemente mezzo vuoto) e contro una squadra allenata dal grande Dusko Ivanovic, allenatore storico della pallacanestro europea. E seppur questo Besiktas non sia la squadra più forte della sua lunga e vincente carriera, rimane certamente osso duro anche soltanto per la carica che un timoniere come Ivanovic sa infondere nei propri giocatori.

E’ la serata di Tony Taylor, re di Istanbul e MVP, è il ritorno di Brian Qvale, che ha dato tutto quello che onestamente non gli si poteva chiedere al Taliercio domenica scorsa, è l’aria nuova che si respira guardando la grinta e il carattere di un “cinno” come Alessandro Pajola, sempre più stretto nel ruolo di promessa. E’ una vittoria del gruppo, che è rimasto sul pezzo quaranta minuti quaranta, proprio come vuole Sacripanti. E fa un altro passo avanti in Basketball Champions League. Importante, deciso. Che infonde sicurezza.

La partita inizia con il Besiktas poco pericoloso in attacco ma soprattutto che non alza muri in difesa, concedendo un 2-11 di parziale Virtus, che manda in fuga Bologna (6-11 a metà quarto), animata da Punter (prima tripla, M’Baye e da un Qvale già molto più sostanzioso di quello visto a Venezia. Quando il Besiktas si avvicina, tocca ad Aradori, da tre, riallungare. Sacripanti va con Cappelletti e con la zona, ma è Gibson, ex Pistoia e Roma, a rilanciare i padroni di casa, piazzando anche la tripla del sorpasso (18-16). Si viaggia punto a punto fino alla prima sirena, su cui Taylor tenta un tiro impossibile a tutto campo, e quasi fa il gran colpo.

Il secondo periodo di gioco si apre sul 21-19 dei primi 10 minuti, ed un Brian Qvale in ripresa (dopo le scorse settimane di stop), che si fa sentire sotto le plance. Bologna vince la battaglia ai rimbalzi, e a far tremare la difesa del Besiktas c’è Kevin Punter. La Virtus va via, un vantaggio che tocca la doppia cifra (33-43), poi i padroni di casa si risvegliano con Alexander a trainare, e si riportano a -4. Ma Bologna tiene la testa avanti, e va all’intervallo lungo sul +6 (41-47) con solidità e concentrazione.

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Al ritorno in campo dopo l’intervallo lungo, è Pietro Aradori a brillare nei primi minuti di gioco, e Bologna resta avanti con i suoi esterni che fanno male agli uomini di Ivanovic. La notizia che Sacripanti non vorrebbe ricevere è che dopo tre minuti Punter ha sulle spalle il quarto fallo personale. Ci pensa Aradori a tenere caldo il motore: un assist al bacio per mandare in doppia cifra Qvale, poi la tripla che riconsegna alla Segafredo il +10 (51-61) al minuto 24. Benzing fa male dalla distanza, ma M’Baye risistema il distacco. Attenzione a Gibson, che ci crede sempre, tenendo il Besiktas pericolosamente vicino. Veyseloglu ne fa quattro in fila, e c’è un solo possesso di distacco (62-65). Il Besiktas è lì, Cantekin lo riporta a due lunghezze (64-66). Non sono particolarmente rocciosi dietro, i padroni di casa, ma sanno approfittare di qualche incertezza offensiva della Virtus. Alla mezz’ora il punteggio è sul 66-68, con la partitaancora decisamente in bilico.

L’ultima frazione di gioco si apre bene per le V nere, con due punti messi a segno da Alessandro Pajola, che con le sue azioni sta comunque contribuendo allo sforzo di squadra. Così come la grande difesa del ragazzo originario di Ancona, che mette in confusione gli uomini di Ivanovic. E proprio il tecnico montenegrino si innervosisce con gli arbitri (nonostante quest’ultimi abbiano tenuto, nel corso dell’intero incontro, un metro arbitrale abbastanza “casalingo”) fino a farsi fischiare un tecnico. E’ un momento favorevole, la Virtud è avanti di 6 lunghezze e Baldi Rossi brucia l’occasione per il +9, ma si rifà di lì a poco procurandosi i liberi del 70-76. Ma il Besiktas stasera ha un Gibson stellare, fin qui 8/10 su azione e 6/7 da tre. Purtroppo manca un Kelvin Martin da mettergli addosso, ma quelli che vanno in campo si attrezzano per contenere l’offensiva turca. Si accende l’uno contro uno tra Rich e Taylor, l’ex Avellino si gasa con cinque punti di fila, ma il play bianconero fa di più: scrive 21 nel tabellino personale e costringe Ivanovic al timeout. Bologna prova a chiuderla da lontano, con Taylor e Punter rispolverato per il gran finale, ma non va e gli ex di Sacripanti, Buva e Rich, riportano sotto il Besiktas (86-89) a due dalla fine. M’Baye si fa perdonare un fallo su Benzing con un canestro in disequilibrio, determinante. Qvale va in lunetta e nel momento-chiave non sbaglia, portando la Virtus a distanza di sicurezza (88-94). Il Besiktas ci prova e riprova, ma il pallone non entra più. Anche se Punter spende il quinto fallo attaccando sghembo e buttando il pallone della sicurezza, per i turchi non c’è più possibilità di recupero. Il pokerissimo della Virtus Segafredo è servito, e stare sulle vette d’Europa regala una serata dolce sotto il cielo di Istanbul.

Ora però si attende una risposta convincente anche in campionato, nel prossimo insidioso impegno casalingo contro la Pallacanestro Cantù. L’appuntamento è per domenica 11, alle 17:30 al PalaDozza.

Come sempre, “Forza Virtus!”

 

Giovanni Fornaciari

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Champions League, Virtus

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