La Virtus Segafredo Bologna conquista la terza vittoria in altrettante partite del girone di Basketball Champions League, vincendo agilmente contro la Petrol Olimpija Lubjana nella prima trasferta europea della stagione. Trasferta che non ha creato grosse difficoltà alla squadra bianconera, la quale ha controllato agilmente la partita contro i padroni di casa sloveni, apparsi veramente poco pericolosi in praticamente tutti i frangenti della gara. Il risultato finale di 61-92 rispecchia abbastanza bene il divario tra le due squadre, con la Virtus che, fra l’altro, avendo accumulato un discreto vantaggio già alla metà dell’incontro, è riuscita a gestire molto bene il secondo tempo, allungando sia le rotazioni e permettendo quindi ai “titolari inamovibili” di tirare il fiato, soprattutto dopo la dura sfida vissuta ad Avellino, sia concedendo minuti ai giovani della “cantera” virtussina, in modo che potessero giocare qualche minuto per testare la loro esperienza e capacità di tenere adeguatamente il campo.

Il tutto si è svolto nel meraviglioso palazzo dello sport della capitale slovena, la Stožice Arena (struttura all’avanguardia, capace di contenere fino a 12mila spettatori e casa della nazionale campione in carica d’Europa), arena che purtroppo era desolatamente vuota, con circa qualche centinaio di tifosi (compresi i supporters bolognesi, giunti numerosi al seguito della V nere). Infatti va detto che l’Olimpija Lubjana, squadra dal passato glorioso, è diventata una “nobile decaduta”, passando dai fasti della fine degli anni ’90/primi anni duemila (dove, ad esempio, sfido la Virtus della prima Eurolega), alla situazione attuale, dove nel campionato nazionale continua ad avere un certo successo, ma con un bacino di pubblico ed entusiasmo decisamente ridotto “all’osso”.

A prescindere da tutto ciò comunque, alla vigilia dell’incontro, era una partita da non sottovalutare troppo, in quanto più di una volta abbiamo assistito a delle partite contro delle squadre inferiori che si andavano complicando per un’eccessiva leggerezza nell’affrontare una sfida. Ciò però non è accaduto ieri sera, con coach Pino Sacripanti che è stato capace di mantenere alta la concentrazione dei suoi giocatori, farli scendere in campo motivati e compatti, nonostante magari la stanchezza residua, accumulata dopo la bella vittoria in terra irpina, e la contemporanea assenza in gruppo del centro titolare e capitano Brian Qvale, fermo in maniera precauzionale per risolvere i dolori alla schiena che già lo avevano costretto a non partire per Avellino.

La partita di ieri ha seguito in parte, soprattutto nel primo quarto, l’incontro di Champions della settimana scorsa, in cui le V nere avevano battuto, tre le mura amiche del PalaDozza, i belgi del Filou Ostenda. Nel primo quarto, sulla falsariga della seconda partita del girone, il ritmo mantenuto da entrambe le squadre è stato decisamente alto: contropiedi e difese non proprio irresistibili per diversi minuti della prima frazione, dando l’impressione che la partita potesse essere più combattuta di quanto in realtà non sia stata. Lubjana attacca molto in velocità, sbagliando però molto, e la Virtus a sua volta non affonda il colpo, con diverse azioni offensive dove tutto il quintetto va “fuorigiri” e non trova facilmente il fondo della retina. Il primo quarto termina 16-19.

La seconda frazione di gioco è quella che vede il decisivo allungo delle V nere che alzano l’aggress in difesa e giocano molto più ordinatamente in attacco, evitando di allungare eccessivamente le azioni e trovando soluzioni “semplici” per arrivare a canestro. Primo tempo bianconero assolutamente caratterizzato da Amath M’Baye e Kevin Punter, che rispettivamente segnano 10 e 18 punti, giocando abbastanza “rilassati” e mostrando le proprie doti di scorer. Notevole in azione che ha visto entrambi protagonisti, con il lungo francese che ha fatto una grande stoppata alla quale è seguita il contropiede concluso da Kevin Punter, sicuro highlight da Top-10 di giornata. Il primo tempo finisce sul 27-46 per la Virtus, con un margine che da già una discreta sicurezza alla squadra di coach Sacripanti.

Nessun vero pensiero, nel secondo tempo, per la Virtus, eccezion fatta per i lunghi, ridotti ai soli Kravic, Baldi Rossi e M’Baye, vista appunto l’assenza di Qvale, e la contemporanea necessità di contenere il minutaggio e far riposare i giocatori in vista dei prossimi impegni di campionato e coppa.

Le rotazioni ridotte, come detto in precedenza, in realtà non si sono rivelate un grosso problema, bensì un’opportunità per i giovani della Segafredo di trovare più spazio.

Infatti coach Pino Sacripanti, oltre a far giocare molti minuti i giovani e promettenti Pajola e Cappelletti, ha dato spazio anche ai giovani solitamente “relegati” in fondo alla lista dei dodici: Matteo Berti e, soprattutto, Gora Camara.

Camara, centro delle giovanili della Virtus, è un giocatore senegalese classe 2001 (solo 17 anni per lui) ma già di “buone speranze”. 212 cm per 110kg completano l’identik di un ragazzo che pare avere sia il fisico che le potenzialità per essere un ottimo giocatore, naturalmente aspettando il dovuto tempo perché ossa crescere nei vari aspetti de gioco. E per Camara ieri sera è arrivata una chiamata importante: aggregato come “dodicesimo”, vista l’assenza del centro americano della Virtus, il giovane lungo ha avuto diversi minuti a disposizione, esordendo come professionista e segnando pure un punto dalla linea del tiro libero. Un giorno sicuramente da ricordare per lui.

Ma come detto, anche tanti minuti e tante cose belle viste fare da Pajola e Cappelletti, con quest’ul che pare in continua crescita, nella sua “stagione di ritorno” sui parquet, dopo gli stop per infortuni. Per lui ottima prestazione al tiro, iscrivendosi subito alla partita con una tripla segnata in faccia a Lazic. Il ragazzo toscano terminerà la sua partita con un’altra tripla messa a segno e due sottomano, portando il suo bottino totale a 10 punti, con 4 rimbalzi catturati e 5 assist distribuiti per i compagni.

Gli sloveni sono poca cosa in generale, con gli americani che incidono veramente poco nella partita. La squadra ha una leggera scossa verso la fine del 3º quarto (terminato sul 44-69) e l’inizio dell’ultimo quarto di gioco, complice anche la scelta della Virtus di andare con le seconde linee.

L’ultimo quarto comunque non vede gara, con Lubjana che ormai è troppo distante per recuperare e la Virtus che gestisce senza patemi d’animo. Alla sirena finale il tabellone recita Olimpija Petrol Lubjana-Virtus Segafredo Bologna 61-92.

Due punti da portare a casa con soddisfazione, ancora di più pensando che è stata una partita non troppo impegnativa dal punto di vista fisico (fondamentale, visti i prossimi impegni con Cremona e Bayreuth in casa) e che ha dato modo ai nostri giovani di giocare molto.

Come sempre rimane l’impressione di una squadra bilanciata, sia tecnicamente sia sotto il punto di vista delle varie personalità che la compongono, con una chimica di squadra ancora in costruzione ma che mostra già diversi aspetti positivi.

Ora testa alla sfida casalinga di domenica, prevista per le ore 12 contro la Vanoli Cremona, allenata dal commissario tecnico della Nazionale, coach Meo Sacchetti.

Come sempre, “Forza Virtus!”

 

Giovanni Fornaciari

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Champions League, Virtus

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