Si inaugura con questo articolo una nuova rubrica che va ad arricchire il “palinsesto” di Tiro Da Tre e che vuole, come da sempre noi ci impegniamo a fare, analizzare il basket non solo dal punto di vista tecnico, con le statistiche o con ciò che succede in campo, ma anche con il punto di vista e le emozioni provate da chi si siede sugli spalti e, per 40 minuti, ammira lo sport che ama, tifando per la propria squadra del cuore.

Per questo abbiamo deciso di dare spazio ad un “report” scritto da tifosi per i tifosi che andasse ad abbracciare il mondo della Fortitudo. E la nostra “tifosa-inviata” che ci farà rivivere le emozioni del tifo biancoblù è Silvia Cavalli, grandissima tifosa della F nonché attenta osservatrice del basket bolognese, ideatrice della profilo Instagram @fortitudobologna_fanclub (che naturalmente vi invitiamo a seguire).

Ma basta con le chiacchiere, lasciamo la parola a Silvia.

Ogni anno sempre la stessa storia: si aspetta tutt’estate la prima partita in casa, quella vera, quella di campionato. Tornare a Palazzo è sempre un’emozione: ci si rivede tutti, ricominciano gli appuntamenti settimanali (e da oggi inizia anche questa rubrica), in casa e “in giro per l’Italia, a spasso con te”. Quest’anno si tornava a Palazzo dopo che gara 4 di semifinale contro Casale, lo scorso 4 giugno, lasciava un po’ l’amaro in bocca a tutti.

Non si prospettava un inizio facile: partenze inaspettate con tanti cambiamenti all’interno del roster, un allenatore nuovo e le vicissitudini riguardanti lo sponsor, che avevano creato un po’ di agitazione generale.

Con alle spalle un pre campionato perfetto (derby? C’è stato un derby?) abbiamo portato a casa le prime due partite di regular season, l’ultima sabato sera in un Paladozza infuocato dalle schiacciate di Sgorbati, le azioni di Leunen, i punti del Cincia, di Benevelli e di Rosselli, le costruzioni di gioco di Fantinelli e Venuto e i rimbalzi di Pini, nella speranza di recuperare quanto prima anche Hasbrouck e il Mancio, che per ora continuano ad allenarsi a parte. E subito è arrivata anche una partita ad alto contenuto emozionale, contro i neo arrivati a Imola: Robert Fultz e Marco Montanari.

A distanza di due sole giornate, l’impressione è quella di avere una squadra solida, con i ruoli ben definiti e in cui tutti sanno cosa devono fare per aiutare i compagni, anche se la giornata non promette bene a livello di punti.

Da quello che abbiamo potuto vedere in queste partite, c’è molta più fiducia al tiro, con percentuali più alte rispetto anche solo alla scorsa stagione. Ma anche verso i compagni, con una circolazione di palla più fluida, tanta voglia di giocare una buona pallacanestro e anche spazio per i giovani dell’Academy.

Domenica, ore 12, si giocherà contro Treviso: da una parte il neo arrivato Matteo Fantinelli, dopo 4 anni con la maglia di Treviso; dall’altra Matteo Chillo. Ci siamo già incontrati in finale di Supercoppa a Palazzo, ma domenica sarà tutta un’altra storia.

È presto per tirare le somme, ma questa Fortitudo piace. Eccome se piace.

Silvia Cavalli

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Il Nido dell'Aquila

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