Partita praticamente senza storia quella di ieri sera al PalaDozza, dove nella seconda giornata della fase a gironi della Basketball Champions League si sono incontrate la Virtus Segafredo Bologna e i belgi del Filou Oostende, con i padroni di casa bianconeri che si sono imposti sugli ospiti per 89-60, dopo solo un quarto di gioco di “apparente” equilibrio.

Infatti, dopo un inizio in cui entrambe le squadre hanno corso molto e mantenuto un ritmo abbastanza elevato, che ha portato le due squadre a terminare la prima frazione di gioco sul punteggio di 19-22 per i biancorossi delle Fiandre, nel secondo quarto le carte sono state decisamente “scombinate” e, senza voler essere troppo caustico, sono usciti allo scoperto i veri valori (ed il reale distacco) delle due squadre.

Le V nere cominciano a giocare come sanno fare, specialmente in difesa, dove stringono le maglie e non concedono più quei punti dentro l’area con cui i belgi, in particolare con  Dusan Djordjevic, l’esperto play serbo (nonché capitano della squadra allenata da coach Dario Gjergja), che in coppia con il promettente Marin Maric, avevano segnato diversi canestri in penetrazione, impensierendo leggermente il pubblico (presente comunque in un ragguardevole numero per un impegno infrasettimanale).

Paladozza_BCL

Come detto, la difesa della Virtus migliora e costringe gli ospiti a fermarsi a soli 3 punti segnati nell’intera seconda frazione di gioco. È qua che la Segafredo scava il solco decisivo che poi la condurrà verso un’agile vittoria.    I belgi non riescono più a “trovare posto” in area, ma non tentano neanche il tiro da oltre l’arco, quindi sono costretti dalla difesa bolognese a crearsi e prendere dei mid-shots a bassa percentuale, o addirittura vengono spinti alla palla persa (20 i “turnovers” finali per gli ospiti).  In attacco gli uomini di coach Sacripanti si impegnano a variare il più possibile le loro soluzioni offensive, ed anche i vari terminali offensivi.

Infatti, al termine dell’incontro, tutti i giocatori virtussini a referto avranno segnato almeno un canestro dal campo, sintomo sia di una maggior condivisione delle responsabilità (visto anche, va detto, il livello non eclatante degli avversari), sia una maggior rotazione, necessaria per non “spremere” eccessivamente i “capisaldi” del roster della Segafredo Bologna, che solo due giorni prima avevano combattuto strenuamente contro la capolista Olimpia Milano. Il primo tempo termina dunque sul 43-25.

Nel secondo tempo, naturalmente, il ritmo si abbassa, non essendoci bisogno di eccessivi sforzi per portare a casa il risultato. Anche se, nel 3° quarto, le seconde linee bianconere decidono di spingere comunque sull’acceleratore, capendo che questa può essere l’occasione giusta per avere qualche licenza in più in fase offensiva, rispetto a partite in cui gli avversari sono di livello maggiore. Perciò, oltre ai canestri dei soliti Punter, M’Baye e del capitano Brian Qvale, arrivano anche i punti di David Cournooh, Kravic, Kelvin Martin, e finalmente di Alessandro Cappelletti, al suo esordio in una competizione ufficiale con la canotta delle V nere. Per il giovane esterno toscano 6 punti ma altri bei segnali dimostrati sul parquet, il che può far immaginare un suo utilizzo, seppur breve, anche nelle prossime uscite di campionato e/o Champions.

Il quarto quarto inizia sul punteggio di 74-45 e, come già detto, sapendo che il risultato finale era già “in ghiaccio”, la Virtus gioca al minimo, evitando comunque di fare errori, non tanto per paura di rimettere in partita gli avversari, ma quanto per mantenere sempre un’attenzione ed un livello di gioco adeguato a quello che è il livello della squadra, e il livello che si vuole raggiungere con il lavoro sia in palestra, sia in partita.

I belgi, almeno per risollevare un po’ il capo dopo due quarti centrali abbastanza inclementi, ricominciano a giocare una fase offensiva un po’ più ordinata e concreta, che riesce a trovare qualche punto in più. Ma ciò serve solo per non anestetizzare troppo un incontro che, per alcuni tratti, era stato ravvivato solamente dal costante e sempre calorosissimo sostegno della Curva Calori.

Da aggiungere anche gli applausi meritati per coach Sacripanti, che sia un po’ per preservare i titolari, sia per dare spazio ai giovani talenti virtussini, decide di far giocare per diversi minuti Pajola, Cappelletti e Matteo Berti, che segnerà anche i suoi primi punti con la maglia delle V nere. A tal proposito, da sottolineare un bellissimo pick&roll tra Cappelletti e Berti, che si conclude con i due punti del giovane lungo padovano.

Nel finale arriva anche lo show offensivo di Pietro Aradori, che dopo una partita spesa a servizio dei compagni e meno pensando al proprio bottino personale, si prende qualche soddisfazione personale in più, fra l’altro nel momento migliore avuto dei belgi dopo il primo quarto di gara. Per lui 10 punti, 6 rimbalzi, una bellissima palla rubata e 5 falli subiti, a dimostrazione della costante pericolosità di un giocatore come il nazionale azzurro. L’incontro termina dunque 89-60, con la squadra festeggiata con piacere da tutto il pubblico e dalla curva, che gli abbraccia uno per uno nella loro “passerella” sotto la Calori, prima di rientrare negli spogliatoi.

Che dire quindi, partita non molto difficoltosa ma che comunque andava gestita con attenzione per non rischiare di spendere troppe energie, in vista dei prossimi impegnativi appuntamenti che aspettano la Virtus.

Prendiamo i due punti in Champions e testa già alla difficilissima trasferta di domenica pomeriggio “nella tana dei lupi avellinesi”. Una sfida importante e dal significato particolare per Pino Sacripanti, quella contro la sua ex-squadra, la Sidigas Avellino.

Ma siamo sicuri che la squadra, almeno per quello che abbiamo visto fin’ora, se la giocherà senza timori di alcun genere e dando sempre il massimo. E questo è quello che i tifosi amano vedere: un gruppo che non si da mai per vinto e lotta comunque.

Chiudo come sempre, “Forza Virtus!”

 

Giovanni Fornaciari

 

 

 

 

 

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Champions League, Virtus

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