“Di tutte le città ad occupare lo splendido panorama toscano, Pistoia è l’unica ad avere la possibilità di disputare il massimo campionato di basket italiano. Una città, una squadra che milita in Serie A1 dalla stagione 2013/14, esattamente 14 anni dopo la sua ultima apparizione.. Ad oggi conosciuta come The Flexx Pistoia che, a 18 punti, non ha più nulla da chiedere al nostro campionato, essendo matematicamente salda e tagliata fuori da numerose giornate dalla corsa playoff. Quella corsa che la Virtus Bologna sta intraprendendo da ormai un intero girone e che, dopo le sconfitte interne con Cantù e Varese, è diventata tortuosa e molto complicata… Pistoia, una squadra che ha avuto il piacere di ammirare le doti balistiche di un certo Dwight Hardy e che, nell’anno della retrocessione, ci ha dato una grossa mano a cadere negli inferi…”

“Circa 300, i cuori virtussini che oggi si sono presentati davanti al PalaCarrara di Pistoia, venuti quest’oggi a sostenere la causa bianconera ancora una volta orfana di due pedine importanti, quali Mike Umeh e Ale Gentile, causa infortuni. Ma rimpolpata dall’innesto degli ultimi giorni di Jamil Wilson, il tanto ricercato dalla dirigenza bianconera, già conosciuto con la canotta di Torino.
Inizia la partita, con la seconda partenza consecutiva in quintetto del giovane in canotta numero 6 nel ruolo di playmaker, con Lafayette spostato in posizione di guardia e, di conseguenza, Aradori nel ruolo di ala piccola. La partita sembra ben indirizzata sui binari bianconeri, Lafayette e Slaughter sono decisamente le spine nel fianco di una Pistoia che tira male e gestisce male i possessi, grazie anche alla superbia di un Alessandro Pajola che ancora una volta gioca con la “foga” di un ragazzino e la mentalità di un veterano, senza mai strafare o adempiere a ruoli che non gli competono. E che peccato per quel “eurocanestro” sulla sirena di fine primo tempo non convalidato… Gli arbitri assistono a un match apparentemente non “cattivo”, condito da un qualche fischio e qualche decisione che manda “L’Armata Biancorossa” ad infastidire il corretto svolgimento della partita. The Flexx si mantiene a distanza, senza mai andare sotto la doppia cifra per trequarti di partita, con Della Rosa e Gaspardo gli ultimi ad arrendersi. In tutto questo, la curva ospite alza bandiere e canta in ogni minuto della partita, intonando i vari cori personali per i vari pupilli e onorando più volte il compleanno del presidente Alberto Bucci.
Finisce 61-74. Ordinaria amministrazione quella che la Virtus mette in campo negli ultimi istanti della partita. Ancora ingiudicabile Wilson, pochi minuti e ancora in fase di rodaggio… Ma un grande Aradori, un ottimo Lafayette e un solito Slaughter capeggiano una squadra che quest’oggi non è mai stata messa seriamente in difficoltà…”

“Mancano due partite. Avellino sta già bussando alla porta del PalaDozza e Reggio sta già allestendo il palazzetto per replicare quella partita che due anni ci spedì nel baratro. Due partite da onorare e giocare come se fossero le più importanti della storia. Due partite che significano playoff o non…”

“ForzaVNere sempre!!”

Uomo della Curva: Oliver Lafayette

Matteo Mazzega

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