La Fortitudo per avanzare sul 2-0 e mettere un piede avanti verso i quarti di finale, Agrigento per cancellare l’incolore prova di lunedì sera, nella quale era sparita dopo appena metà partita. Torna in roster McCamey che prende il posto di Chillo, ancora out Rotondo dall’altra parte. In un palazzetto con tanti buchi (molti di più rispetto a Gara 1) si inizia con Okereafor, Gandini, Rosselli, Mancinelli e Cinciarini.

Partenza blanda della effe che costruisce ma non cesta, Agrigento è più concentrata e si porta sul 6-0 grazie alla tripla di Ambrosin. Mancinelli sveglia l’aquila con una tripla dall’angolo allo scadere, ma la mentalità è ancora lontana da quella in gara 1: tre palle perse di fila e la schiacciata in contropiede di Williams condannano la Fortitudo a -7 e Pozzecco al primo time-out. In un amen Rosselli per un controparziale di 5-0 che avvicina a -2, Evangelisti prima e Ambrosin poi rimettono distanza e si è di nuovo a -7. Pini per il -3, ultimo possesso Moncada finalizzato troppo facilmente da Guariglia e primo quarto che si conclude 16-21.

Italiano da tre e McCamey in precario equilibrio per il pareggio, poi altra tripla di Amici e primo sorpasso bianco blu. Dopo 3 minuti di carestia Agrigento torna avanti di 8, tecnico discutibile alla panchina della Fortitudo e movimento più che opinabile di Zilli, che da sotto non sbaglia e firma il +10 Moncada. Rosselli in coast to coast è immarcabile, Mancinelli in post idem e si torna a -3, continuando a caricare di falli Agrigento sfruttando i contropiedi e gli isolamenti. -1 con l’ultimo possesso affidato a Mancinelli che per un millimetro sbaglia la tripla del sorpasso: 35-36 al 20′.

Controsorpasso firmato da Cinciarini e allungo di Okereafor, splendido giro palla due azioni più tardi per il capitano in angolo che punisce, prima dei due liberi di Gandini per il primo +6 bianco blu del match. Si va sul +10 con Cinciarini in contropiede, Mancinelli allunga in gancio da 5 metri e le lunghezze di distacco salgono a 12, Agrigento è in totale difficoltà e sbaglia la maggior parte dei possessi, che si convertono in palle perse. Cinciarini continua a macinare punti (altra tripla), Rosselli sbaglia e il terzo quarto si chiude 56-44 in favore di Bologna.

La Moncada di riffo e di raffo torna a -7 con la tripla di Pepe, McCamey alza la preghiera e Fultz perde una palla dall’elevato quoziente di importanza, non sfruttato però al meglio da Williams. Valzer di triple a 3′ dalla fine: Okereafor risponde a Pepe, poi ancora Pepe e stavolta Amici, prima di Evangelisti, resta avanti la effe di 8 punti, 68-60. Cambia il risultato ma non la sostanza, con le ultime fiamme siciliane (che portano il nome di Pepe) domate dall’armata di Pozzecco dalla lunetta: finisce 78-72 per la Fortitudo.

Tabellini:

FORTITUDO – AGRIGRENTO 78-72

Fortitudo: Cinciarini 15, Mancinelli 15, Okereafor 13, Fultz, Murabito, Montanari, Gandini 2, Amici 10, Rosselli 9, Pini 5, Italiano 3, McCamey 6. All. Pozzecco.

Tiri da 2 punti (21/36), 3 punti (7/21), liberi (15/23).

Agrigento: Cannon 13, Zugno, Evangelisti 8, Cuffaro, Williams 9, Zilli 4, Ambrosin 13, Guariglia 8, Pepe 17, Lovisotto. All. Ciani.

Tiri da 2 punti (21/49), 3 punti (8/25), liberi (6/15).

Arbitri: Marco Vita (AN), Stefano Wassermann (TS), Daniele Yang Yao (VR).

Luca Tassinari

Pubblicato da tirodatre

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