“La Leonessa in gabbia…”

“Siamo a Brescia. Città lombarda, la sesta più popolata d’Italia, ricca di luoghi e punti d’interesse. Cresciuta come provincia calcistica e avendo vissuto il fallimento nel 1996 del Basket Brescia, “La Leonessa d’Italia” è tornata prepotentemente nel panorama cestistico italiano nel 2009, quando venne fondata il Basket Brescia Leonessa S.p.A. Ad oggi, come molti voi sapranno, Brescia milita in A1, più precisamente dalla stagione 2016/17, dopo una sudatissima e combattutissima finale play-off, proprio contro i nostri cugini biancoblù. Un palazzetto di 4300 posti circa, situato nel comune di Montechiari, che a prima vista indurrebbe l’ipotetico tifoso a scambiarla con un enorme capannone privo di qualsivoglia genere sportivo al suo interno. E invece, l’interno del PalaGeorge, é pressoché un tipico palazzetto di basket italiano.. Caloroso, colmo, chiassoso e assordante. Oggi siamo qui, fieri dei 176 km percorsi per cantare e onorare la nostra squadra”

“Come direbbe un tipico allenatore di un qualsiasi sport di squadra: “Ci hanno battuto nel precampionato, ci hanno battuto a casa nostra, ci hanno battuto a Firenze… Che ne dite di invertire la rotta, ciurma?” Sicuramente, Coach Ramagli avrà usato altri termini meno formali, altri toni meno tranquilli, altri metodi meno scolastici, ma senza ombra di dubbio, il messaggio che il coach e, soprattutto, il centinaio di tifosi che si sono presentati a Brescia, era all’incirca questo. Senza Stefano Gentile e il capitano Klaudio Ndoja, la Virtus inizia la partita, sotto lo strabordante suono generato dallo sbattere delle mani dei tifosi bresciani presenti al Palazzetto. Partita in costante equilibrio, Slaughter e Baldi Rossi giganteggiano sotto canestro, Aradori amministra, Gentile realizza e Pajola cresce. Non fosse per i numerosi gesti balistici dei tanto “odiati” fratelli Vitali, la Virtus sembrerebbe decisa a portare a casa il risultato. Tanta tenacia, dimostrata in primis da Lafayette, che, sfornendo assist e segnando da lontano, battibecca anche con Hunt, creando all’interno del campo ancora più eccitazione di quanta ce n’era già prima. Assente giustificato Moss, il “mirino” dei tifosi Virtus è tutto indirizzato verso i fratelli Vitali, quei Vitali che non lasciarono il segno in canotta bianconera, mentre ora stanno regalando gioie e sorrisi alla tanto temuta Leonessa. Forse una leggera preferenza verso Michele, il quale realizza costantemente punti, facendoci irritare ancor di più, più di quando decise di mollare la Virtus dopo la retrocessione, nonostante la nostra società volesse puntare ancora su di lui. Ma lasciando a ritroso vecchi avvenimenti, la Virtus rimane decisa, concreta, difendendo bene e sfruttando gli errori avversari per tutto l’arco del match”

“Siamo verso la fine della partita. Pajola ci fa innamorare con la sua tenacia a non mollare mai, a controllare gli attaccanti bresciani con l’esperienza di un vero esperto. 1 punto per lui, 1 assist e 1 palla recuperata, monumentale, che fa esplodere totalmente la curva ospite. E che sfortuna per quella bomba non andata a segno allo scadere del terzo quarto su assist di Alessandro Gentile… Proprio quel Ale che nelle ultime apparizioni si sta specializzando anche come passatore, oltre che a realizzatore quale è.
Mancano circa 6 minuti alla fine della partita. La Virtus conduce di 10. La Leonessa ricuce con i fratelli Vitali. Palla ad Ale Gentile, che s’inventa una tripla (incosciente) che va a segno… La curva va in delirio totale, Brescia è ormai sulle gambe, la Virtus trema, gestendo il vantaggio con qualche fatica…
Michele Vitali continua a sbombardare, Aradori segna i due liberi che garantiscono la Vittoria, con la V maiuscola, dei nostri ragazzi in quel di Brescia”

“Che fatica, che partita, che trasferta. Vittoria di 4 punti, 66-70. Una vittoria meritata, voluta, incoronata dal collettivo abbraccio finale dei ragazzi a centrocampo con successivo saluto ai tifosi. Una vittoria di squadra, di gruppo, un grande gruppo, che vuole lottare, che vuole stare unito. Ora rimbocchiamoci di nuovo le maniche, Brindisi sta bussando le porte del Paladozza. Godiamoceli questi due punti, perché sono importanti, perché sono di squadra… Soprattutto alla faccia di chi affermò: “la Virtus vive solo di ricordi…” E noi ci siam presi una gran bella rivincita!!

Sempre Forza VNere!!

Uomo della Curva: Ale Gentile

Matteo Mazzega

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