Prestazione da vera squadra “di vertice” quella mostrata in campo dalla Virtus Segafredo Bologna ieri sera sul parquet del Palasikeliarchivi (nome alquanto ostico sia da pronunciare che da scrivere…), dove nonostante le assenze di Alessandro Gentile, causa squalifica, e del capitano, Klaudio Ndoja, sempre fermo per la frattura di un dito della mano destra, la squadra di coach Ramagli si impone sui padroni di casa col netto punteggio di 69-86, mostrando di essere una squadra capace di trovare assetti diversi o “inusuali” rispetto alla struttura basilare della squadra.

Questo già si nota da come scende in campo la squadra, con un inedito quintetto formato da Lafayette ed Umeh, nei ruoli di play e guardia, Pietro Aradori impiegato nello spot di 3, e sotto le plance Filippo Baldi Rossi e Marcus Slaughter. Quintetto di base molto offensivo, più indirizzato a cercare il gioco da fuori area piuttosto che ad intasare il pitturato (nonostante la presenza del big-man, Marcu Slaughter, il quale veniva dalla miglior prestazione in stagione, con 25 punti, 8 rimbalzi e 38 di valutazione.)

Con un quintetto coì composto, ed un “assetto” più aggressivo del solito, la Virtus voleva fin da subito mettere le proprie mani sul match. E così è stato. Inizio brillante delle V nere, che fin da subito mostrano di essere di un livello superiore a Capo d’Orlando che, francamente, pare effettivamente poca roba.

Atteggiamento giusto su entrambi i lati del campo per i giocatori bolognesi, che spingono ma senza mai andare fuori giri. Attacco ordinato e preciso, che sbaglia poco o nulla dalla lunga distanza (5/6 da oltre l’arco solo nel primo quarto). Merito di questa manovra offensiva estremamente fluida è l’attuale capitano della Nazionale, Pietro Aradori, che come un metronomo, segna ed aiuta anche i compagni ad entrare in ritmo. Il primo quarto termina sul 26-13 per la Virtus.

Per la prima volta da diverso tempo, sempre considerando le assenze importanti, la Virtus pare una macchina ben oliata in fase d’attacco: giro palla veloce e preciso, conclusioni a canestro sempre pulite, o comunque, anche se contestati, mai senza una vera pressione asfissiante sul tiratore. Insomma, attacco che macina punti, anche grazie ad un Lafayette in versione realizzatore, con 19 punti (5/6 da 2, 3/3 da 3) al termine dell’incontro. Ma non è il solo ovviamente, infatti oltre al play americano originario di Baton Rouge, anche Stefano Gentile ritrova in questa partita la vena realizzativa, dopo essere rimasto un po’ a secco nelle ultime gare. Per il maggiore dei fratelli Gentile, al termine dell’incontro, 12 punti, 7 rimbalzi e 5 assist, a dimostrazione di una prova di carattere, relativa a tutte le voci statistiche principali.

Ma è sempre Aradori il perno della squadra, la stella che guida la squadra (oltretutto, vista l’assenza di Ale Gentile, ancora più “leader” della formazione). Solo nel primo tempo segna 15 punti, con un 3/3 dalla lunga distanza.

L’unico della squadra di casa a provare a mettere seriamente i bastoni tra le ruote alla Virtus è Vojislav Stojanovic, guardia-ala serba classe ’97, che ieri si è trovato in stato di grazia, duellando e rispondendo, spesso colpo su colpo, alle bombe ed ai canestri di Aradori. Peccato che in realtà fosse l’unico, poiché a parte Egin Atsur, gli altri giocatori di Capo non hanno certo lasciato impronte concrete sulla partita. Ai padroni di casa manca sicuramente qualcuno che possa guidare la squadra, e mettere un po’ tutti in condizione comunque di segnare, nonostante il roster non presenti molto talento. Si sperava potesse essere Eric Maynor a prendere le redini della squadra, ma anche lui non può fare molto, e ieri è stato marcato molto bene dai giocatori della V.

Qualche minuto in campo anche per Alessandro Pajola, che negli ultimi mesi non aveva mai visto il campo. Gli vengono dati 9 minuti (non consecutivi, naturalmente) dove dimostra di poter comunque stare in campo, senza avere un ruolo offensivo, ma sempre con molta grinta e difesa forte sugli esterni avversari.

Il secondo tempo vede sempre la Virtus controllare la partita, ed in questa fase si vedono più i lunghi: Slaughter continua a fare un po’ il bello ed il cattivo tempo nel pitturato, dove viene servito con più continuità ormai da qualche turno di campionato a questa parte. Il lungo americano chiuderà con 11 punti, 9 rimbalzi e ben 11(!!) falli subito. Rebus Marcus!

Lawson bene offensivamente, qualche fatica difensivamente ma niente di grave. Per questa partita ruoli un po’ più “sommessi” per Umeh e Baldi Rossi, che comunque il loro lo portano a casa (rispettivamente 6 e 7 punti). C’è poco altro da dire, perché alla fine del terzo periodo la V è avanti 51-64 (divario diminuito complice una fisiologica reazione di Capo d’Orlando in uscita dall’intervallo lungo), ma nel 4° ed ultimo periodo viene scavato il definitivo solco che poi viene tramutato nel 69-86 finale.

Bella partita, perché era un incontro che andava vinto e, lo si è vinto giocando bene e senza dare l’impressione di sentire troppo la mancanza dei due assenti. Complici i risultati delle altre partite, la Virus ora è 5° a pari punti con Torino (20), ma davanti per il risultato nello scontro diretto.

Prossimo incontro in programma per sabato prossimo, ore 20:45 in casa dove la Segafredo ospiterà Pesaro.

Partita insidiosa, anche se casalinga, in quanto la Vuelle ha già dimostrato questa stagione di poter impensierire anche avversarie più quotate. Banco di prova anch’esso, viste le due solite assenza.

Come sempre, forza Virtus!!

Giovanni Fornaciari

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Categoria

Serie A1, Virtus

Tag

, , , ,