Career-high di un super Ale Gentile e la Virtus fa suo il match con Varese dopo un overtime.

Vittoria importantissima per la Virtus Segafredo Bologna sul campo della Openjobmetis Varese, che nel giorno di Santo Stefano (per l’occasione, diventato il “basket-day” della LBA) vince 85-90 dopo un tempo supplementare trascinata da un Alessandro Gentile in versione “monstre”, autore di una partita veramente spettacolare, ed a referto con 32 punti (si cari amici, trentadue) che costituiscono il carrer-high del figlio minore di Nando, a prova della prestazione fantastica mostrata in campo da Ale.

Ma c’è di più oltre a quei 32 punti, infatti il valore aggiunto di Ale si mostra nella maggior sicurezza che ha mostrato in questa partita, prendendosi tiri difficili, o difficilissimi, ma segnando con più continuità.

Va detto anche che altri tiri sono rimasti simili a quelli, meno fortunati, che abbiamo visto nei finali di altre partite, dove poi alla fine la Virtus era uscita sconfitta. Ma ciò non toglie le buone sensazioni che si sono percepite intorno ad Alessandro, ed alle sue “magate” (veri e propri canestri da campione) che hanno permesso alla formazione bianconera di portare a casa i due punti ed a fare un discreto passo avanti in chiave qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia.

Contestualizzando la partita di ieri in un quadro generale più ampio, era chiaro come la vittoria di ieri fosse un passo ritenuto obbligato o quasi nell’attuale situazione di classifica della Virtus. La società, nella figura di Luca Baraldi, anche poco prima della palla a due ai microfoni di Eurosport, ha confermato il volere di approdare alle Final Eight e fissato l’obbiettivo di terminare nelle prime 8 alla fine del girone d’andata. Perciò, in quest’ottica, i due punti in palio ieri erano di grande importanza, visto che la Virtus si trovava a 10 punti in compagnia di Cantù e Capo d’Orlando, con la prima impegnata in casa con Pesaro, e quindi con la vittoria a portata di mano. Mentre alle spalle della Virtus c’era proprio Varese ad 8 punti, che con una vittoria non solo ci avrebbe raggiunto, ma pure superato in classifica, cacciando la Segafredo in una zona bassa della classifica.

Quindi una certa responsabilità sulle spalle dei ragazzi allenati da coach Ramagli, in un campo decisamente ostico, dove la Virtus anche in anni passati aveva sempre faticato. Alla vigilia della partita, Alessandro Ramagli aveva dato una delle chiavi per impostare nella maniera giusta il match, ovvero evitare di soffrire nell’inizio della partita, con una squadra che cercherà assolutamente di imporre il proprio ritmo, e mantenersi lucidi per il finale, visto i ripetuti scivoloni avvenuti nell’ultimo quarto di diverse partite.

Virtus che parte bene, e guadagna subito qualche punto di vantaggio grazie ad una bomba di Filippo Baldi Rossi e due canestri di Aradori e Gentile, coadiuvati da un buon lavoro sotto le plance di Marcus Slaughter. 4-11 dopo i primi cinque minuti, poi Varese trova un inaspettato jolly offensivo, ovvero il capitano Giancarlo Ferrero, che segna una serie di canestri difficili che aiutano Varese ad “ingranare”, infatti il primo quarto si conclude 14-17 con Ale Gentile già in partita, e dall’altra (appunto) un Ferrero in versione “rocher”…

Il secondo periodo invece vede un ritmo altissimo in campo, con le due squadre che corrono parecchio e cercano di concludere in transizione la maggior parte delle azioni. La Virtus prova a fermare la manovra dei giocatori biancorossi, ma subisce incredibilmente il peso e la stazza di Tyler Cain sotto canestro (complice anche un quintetto piccolo con in campo S. Gentile, o per qualche minuto Pajola, Umeh, Aradori da 3, Ndoja e Lawson). Ed il centro americano approfitta della sua forza nel pitturato per segnarne 9 in un quarto, aiutando molto Varese. Per la Virtus invece ottimo impatto di Michael Umeh, che dopo un paio di partite un po’ deludenti al tiro, trova alcune conclusioni veramente da tiratore puro, forse infiammato dalla sfida col compagno di nazionale Stanley Okoye, in maglia Openjobmetis.

Si va all’intervallo sul 38-36, con buone prestazioni in generale di tutti, ma con un Filippo Baldi Rossi che spicca sugli altri per impegno, ma anche per giocate mostrate: 3 punti soli segnati, ma un apporto importantissimo in fase offensiva, dove agisce quasi da “play aggiunto”, fabbricando tre assist molto belli per i compagni. A fianco del numero 8 bianconero, naturalmente Ale Gentile, già a 12 punti dopo i primi due quarti. Per Varese invece l’uomo chiave del primo tempo e sicuramente Ferrero, con 11 punti inaspettati.

Certi problemi della Virtus però rimangono, ed a volte sono facilmente individuabili: qualche buco difensivo di troppo, dato probabilmente da una certa lentezza negli aiuti da parte dei compagni, e forse anche una certa difficoltà di alcuni giocatori di difendere sul portatore di palla nei pick’n’roll, cosa che comporta scoprirsi in qualche maniera e concedere un po’ troppo spazio a volte.

Il secondo tempo inizia con una tripla di Baldi Rossi, che riporta la Virtus avanti di 1 punto, e da qui in poi l’equilibrio rimarrà una delle costanti del terzo quarto: ad un canestro di Okoye, Wells o Avramovic, risponde Ale Gentile, che man mano accumula punti su punti, aiutato da Baldi Rossi, che trova altri due canestri in questo quarto, e da Michael Umeh. Per 2 minuti o quasi, a metà del periodo, nessuna delle due squadre riesce a segnare, correndo ad un ritmo forsennato su entrambi i fronti del rettangolo di gioco. Negli ultimi minuti, due palle perse bolognesi permettono a Varese di terminare davanti di 4 punti, 55 a 51.

 

Quarto periodo che vede sempre il sostanziale equilibrio, con solo piccoli “scatti” di una delle due squadre, con i padroni di casa che si portano brevemente sul +6 ad inizio quarto, per poi venire subito ripresi. Il Gentile col numero 0 prova anche qualche tripla, dopo averne tentata solo una nei minuti precedenti della partita, e che dire in merito? Sicuramente alcune triple prese non perfettamente in ritmo, ma non si può certamente criticare duramente Alessandro per averci provato. E proprio una sua tripla, a metà quarto, seguita da una del compagno Pietro Aradori, portano la Virtus in vantaggio per 66-68. Risponde Ferrero, da oltre l’arco, confermandosi vera spina nel fianco per la V nera in questa partita.

Slaughter e Gentile provano a dare la spinta finale per allontanare Varese, e nei minuti finali segnano rispettivamente 3 e 4 punti. La Virtus si trova a + 4 a meno di un minuto dalla fine, bisogna difendere, ma Wells trova un bel canestro per il -2 dei padroni di casa. Manca veramente poco alla sirena finale, e la Virtus riesce a dar palla ad uno dei suoi migliori tiratori dalla lunetta, Pietro Aradori, che purtroppo (con molta sfortuna) fa solo 1/2 dalla “line della carità”, non chiudendo definitivamente i giochi. Infatti, nell’ultima azione, una difesa confusionaria della Virtus non riesce a far fallo, e concede purtroppo la tripla del pareggio a Cameron Wells, su assist improbabile di Natali. 74-74 ed overtime.

Gli spettri delle altre sconfitte si rifanno sotto, nonostante nel 4° periodo non ci sia stato nessun calo per la Virtus. Ma comunque si è concesso agli avversari il tiro del pareggio, che hanno segnato.

Tempo supplementare che, almeno sulla carta, vede un vantaggio per la Virtus: Okoye e Ferrero fuori per 5 falli, e quindi una rotazione sicuramente ridotta per la squadra di Attilio Caja.

Il supplementare vede le due squadre non segnare per 2 minuti circa, con Stefano Gentile (in veste di playmaker titolare, vista l’assenza di Oliver Lafayette) che incredibilmente fa un sanguinoso 0/2 dalla lunetta. Parità fino a quando Wells non sblocca il punteggio, seguito dalla rapida risposta di Pietro Aradori.

Sempre Aradori tiene le redini della Virtus in questo momento, segnando da 3, ma risultando il suo canestro vano dalla successiva tripla di Matteo Tambone.

Serve un colpo alla Virtus per cambiare questo supplementare, servono delle giocate importanti. E queste giocate importanti escono dalle mani di Alessandro Gentile, come era prevedibile immaginare.

E due sono le azioni cardine: la prima è un tiro in allontanamento difficilissimo, ma non “fotocopia” di quelli che spesso gli vediamo prendere. Infatti, marcato da Tyler Cain, grandissimo stoppatore, Ale alza molto più del solito la sua parabola, ed infila due punti pesantissimi. Ma l’apoteosi arriva più tardi, nel momento di chiudere definitivamente la partita, dopo che Varese ha buttato via due punti fondamentali con i passi (nettissimi) di Tambone in contropiede. Ale Gentile, sul 81-83 per le V nere, si prende un tiro allo scadere che dimostra, per l’ennesima volta, tutto il suo talento: un’azione della Virtus che fa un po’ fatica a trovare un buon tiro contro una difesa di Varese naturalmente intensissima e determinata a portare a casa quella partita. Aradori è in punta, ma sa che da tre non riuscirà a tirare, essendo il “pericolo pubblico numero uno”, e marcato strettissimo dalla difesa della Openjobmetis.

Perciò, scarico nell’angolo per Alessandro, che con 3 secondi scarsi sul cronometro dei 24, prima finta di andare dentro, poi con uno step-back, si crea lo spazio necessario (tra lui ed il difensore) per tirare da 3. Passo indietro, fuori dalla linea dei 6,75 e tripla che viene scoccata quasi a fil di sirena.

E la palla entra. “GENTILE STEP-BACK! GENTILE STEP-BACK!!” (semi-cit.)

Azione di pura tecnica e puro talento, un movimento da mostrare nelle scuole basket ed ai ragazzini che si avvicinano a questo sport.

Il resto e scritto: ormai la mazzata a Varese è stata data, anche se il loro allenatore, Attilio Caja, in un’infelice uscita nella conferenza a fine partita, ha dichiarato che siano stati gli arbitri a deciderla…

Io non sono nessuno per aprire una discussione con Attilio Caja, ne ho intenzione di farlo, ma dichiarare che gli arbitri abbiano indirizzato la partita, quando semplicemente hanno applicato il regolamento a seguito di un errore del tavolo, mi pare quanto meno ridicolo ed un semplice stratagemma per trovare alibi.

La partita l’ha vinta la Virtus, nonostante al termine dei 40’ regolari aveva fatto un super regalo a Varese. E l’ha vinta Ale Gentile con quella tripla.

Concludo infine con una riflessione sulle belle parole del numero 0 Virtussino al termine della gara, intervistato sul suo record di punti dal giornalista di Eurosport, ha voluto ringraziare compagni e coach per avergli dato la possibilità di giocare sereno e senza preoccupazioni, e dunque per averlo messo nelle condizioni giuste per mostrare il suo talento.

Belle parole, cariche di significato, e che mostrano in realtà l’umiltà di questo giocatore, che a volte forse pare non trasparire.

Passo fondamentale per la Virtus dunque, sulla strada per le Final Eight di Firenze. Mancano ancora 3 partite, due casalinghe con Pistoia e Reggio, più la quasi impossibile trasferta ad Avellino.

Con le due vittorie casalinghe la partecipazione alla Coppa Italia è praticamente certa. Quindi testa bassa, lavorare, ed appuntamento al 2 Gennaio, per la partita al Paladozza contro la The Flexx Pistoia.

Auguri di buon Anno e sempre Forza Virtus!

 

Giovanni Fornaciari

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