Vittoria della Virtus Segafredo Bologna, agguantata proprio all’ultimo, contro una Vanoli Cremona agguerrita che stava per fare il colpo esterno nel “lunch match” di giornata.

Punteggio finale di 79-78 che vede le V nere interrompere la striscia di 4 sconfitte di fila, portare a casa due punti importanti, e scacciare un po’ le “nuvole scure” che incombevano sulla squadra.

Nonostante ciò, è stata comunque una partita molto poco esaltante, dove sono risaltati diversi errori della squadra di coach Ramagli, che sicuramente può esprimere un gioco nettamente migliore di quello mostrato quest’oggi. Percentuali al tiro da fuori poco esaltanti (spicca lo 0/6 di Pietro Aradori dalla lunga distanza), alcuni buchi difensivi in area dovuti a cambi della difesa sui blocchi degli avversari, battaglia a rimbalzo persa ed alcune scelte in attacco alquanto discutibili (vedi alcuni tiri presi da Oliver Lafayette).

Naturalmente va fatta un’analisi più complessa delle pecche relative al gioco mostrato dalla squadra di coach Ramagli: come prima cosa va assolutamente detto che il clima alla vigilia era tutt’altro che sereno, visto appunto le brutte sconfitte che andavano ad accumularsi sul bilancio di questo primo quarto di stagione regolare, quindi andava “levata” la cosiddetta “scimmia dalla spalla”, che sicuramente ha condizionato un po’ l’andamento della partita.

Oltre a questo va aggiunto che alcuni dei perni di questa squadra, Aradori e Gentile (ma se vogliamo si può aggiungere anche il capitano Klaudio Ndoja), sono stati impegnati fino a 5 giorni fa con le qualificazioni delle Nazionali per i prossimi mondiali di basket. Due partite in 6 giorni, che sicuramente non hanno permesso di riposarsi dopo un periodo anche complesso.

Naturalmente queste non possono essere delle vere e proprie “scusanti”, ma sicuramente una loro traccia sulla partita l’hanno lasciata.

La Virtus oltretutto si presentava in campo, dopo un sacco di partite, con finalmente delle rotazioni allungate, visto l’arrivo in tarda settimana del neo-acquisto (o se vogliamo dir meglio, del ritorno a casa) di Filippo Baldi Rossi, proveniente da Trento, andando finalmente a coprire quel tanto “agognato” ruolo del 4 mancante per la panchina virtussina, riportando a 9 i giocatori bianconeri pronti a scendere sul parquet.

Ma disgrazia ha voluto che, neanche dopo 2 minuti dal suo ingresso in campo, alla seconda azione offensiva della compagine bolognese, Baldi Rossi venisse buttato a terra da un contatto falloso di Gazzotti, e per malaugurata coincidenza si provocasse un taglio anche abbastanza profondo sul mento, che l’ha costretto non solo ad uscire dal campo, visto il copioso sanguinamento della ferita, ma che lo ha costretto a venir medicato e suturato dallo staff medico della Segafredo, costringendo il numero 8 ad attendere negli spogliatoi ed in panchina la fine del match, senza poter realmente giocare e portare il suo contributo alla squadra.

Parlando più specificamente della partita, la Virtus è stata in vantaggio per buona parte del match, concludendo il primo quarto avanti di 7 punti (26-17) grazie ad un buon inizio di due dei protagonisti della scorsa stagione: il capitano Klaudio Ndoja e Michael Umeh, autori entrambi di 6 punti con due triple segnate. Ottimo quindi il loro impatto nell’inizio di partita.

Anche Pietro Aradori porta il suo, con 6 punti nei primi 10 minuti, rimanendo sempre in campo per tutto il primo quarto, anche se al tiro dalla lunga pare proprio non essere in serata (0/3 da 3).

Nel secondo quarto invece a tenere su la Virtus ci pensano Ale Gentile (che comunque pare sottotono rispetto alla sua solita condizione) e Kenny Lawson, che segnano rispettivamente 7 e 6 punti (con il lungo americano che segna una bella tripla e completa un gioco da tre punti).

Cremona però è sempre lì, attaccata alla Virtus, ed all’intervallo lungo è dietro solo di 4 punti, avendone recuperati 3 sulla squadra bianconera nel secondo parziale.

La squadra lombarda è guidata dai suoi americani Kelvin Martin (11 punti e 6 rimbalzi nel primo tempo) ed il centro di 2 metri e 10 Henry Sims, che danno parecchio da fare alla difesa virtussina. Assente invece nel primo tempo Darius Johnson-Odom, uno dei principali terminali offensivi a disposizione di coach Meo Sacchetti, che non segna neanche un punto.

Primo tempo non spettacolare (come poi sarà tutta la partita), con le due squadre che non attaccano benissimo, e si vede una Virtus che sbaglia troppi tiri aperti.

Nel terzo quarto la Vanoli continua a spingere per recuperare i punti di svantaggio, mentre la Virtus Segafredo Bologna fatica enormemente, con i suoi due italiano “di punta” (Ale Gentile e Aradori) evidentemente in difficoltà, e con coach Ramagli che si ritrova in cabina di regia un Oliver Lafayette troppo poco incisivo, disordinato in fase offensiva (mentre al contrario in difesa è sempre attaccato al proprio marcatore, tenendo Johnson-Odom sempre a basso punteggio).

Infatti, per vedere un po’ più di brio nella cabina di regia della Virtus il coach toscano mette su Stefano Gentile, che trova anche un paio di buoni passaggi per servire i due lunghi virtussini, Slaughter e Lawson, che vengono provati nello stesso quintetto, mostrando anche delle ottime cose. Interessante infatti provare delle alternative, con la coppia di lunghi americani, dove Marcus occupa bene l’aria, e Kenny può uscire da tre e ricevere un pallone su uno scarico, e prendersi un tiro abbastanza libero.

La Virtus comunque fatica in attacco, ed in difesa subisce un po’ la velocità degli ospiti, e soprattutto di un Landon Milbourne che finalmente si sveglia e segna 7 punti.

Il terzo quarto termina sul 57-56 per i padroni di casa, ancora avanti alla fine del terzo parziale, ma solo di un punto.

L’ultimo periodo vede ripresentarsi uno “spettro” per la Virtus, che in tutte le sconfitte subite da inizio anno ha avuto un calo vistoso nell’ultimo quarto, perdendo anche dei vantaggi consistenti (vedi Trento e Venezia). La Segafredo in attacco continua ad avere percentuali al tiro non eccelse, nonostante la maggioranza dei tiri siano presi in maniera sensata, ma a volte sembra proprio non voler entrare.

Per Cremona, oltre ai già citati Sims, Martin e Milbourne, arriva un gran apporto dell’ala italiana Giampaolo Ricci, che chiuderà la partita con 10 punti. Grazie ad una serie di attacchi fruttuosi e azioni difensive in cui la Virtus non trova il fondo della retina, gli ospiti riescono ad andare in vantaggio, ribaltando il punteggio e facendo veramente tremare tutti i 5500 circa spettatori presenti al Paladozza.

La scossa arriva grazie a Lawson, Umeh, Aradori, che ricomincia a segnare nonostante i tantissimi errori al tiro (chiuderà con un insolito 0/6 da tre punti).

La partita rimane punto a punto, e Lafayette in poche azioni alterna sprazzi difensivi ottimi, un ottimo canestro, “fotocopia” di quello che regalò la vittoria a Pesaro, a dei momenti di assoluta staticità offensiva, oppure dei tiri poco sensati. È un vero peccato, perché Lafayette conclude con 8 punti, 7 rimbalzi (il migliore per le V nere) e 3 assist, difensivamente molto bene, ma non dimostra di essere la giusta guida per l’attacco virtussino.

Infatti Ramagli lo sposta guardia, e mette su Stefano Gentile, che nonostante al tiro non faccia benissimo, si guadagna due falli a favore, tra cui un fallo offensivo di Cremona, uno sfondamento che fa perdere il possesso a Cremona in un momento cruciale della partita, e ridà carica a tutta la squadra ed a tutto il Palazzo, che nonostante il timore di rivedere un film purtroppo già visto e rivisto, continua a sostenere i ragazzi in campo.

La Virtus era tornata avanti grazie ad un bel parziale di 7-0, ma con due fiammate di Johnson-Odom (con una tripla pazzesca, dopo che il tabellino segnava 1-8 fino a quel punto) e di Martin, la squadra di Sacchetti manda nuovamente “in crisi” Bologna. Si unisce un fallo inesistente su un tiro da tre di Drake Diener, che regala letteralmente tre punti agli ospiti.

Si gioca ogni possesso, con tensione da entrambe le parti, canestri di Slaughter, Aradori, ma anche errori di Gentile e Lafayette. Si arriva a circa 20 secondi dalla fine in parità sul 76 pari.

Il finale è da cardiopalma, con due liberi di Sims che portano Cremona avanti di 2 a 8 secondi dallafine.

L’ultimo possesso delle V nere finisce nelle mani di Gentile (naturalmente uno dei meno pericolosi da fuori area, viste le pessime percentuali al tiro). Il giocatore col numero 0, decisamente non in una delle sue migliori giornate, si butta dentro e conquista il fallo che lo manda in lunetta con soli 3,20 secondi dalla fine, per il pareggio. E qua si passa dall’incubo al sogno al nuovo “momento thrilling”: Alessando Gentile, noto per non essere un tiratore infallibile dalla “linea della carità”, segna il primo ma al secondo tentativo sbaglia il libero, e sul rimbalzo, un IMMENSO Marcus Slaughter, si guadagna un fallo a rimbalzo da parte di Sims, dimostrando tutta la sua grande esperienza, e guadagna un fallo decisivo, che manda in lunetta il lungo americano. La Virtus si affida perciò ai due giocatori del suo roster con le peggiori percentuali ai liberi.

Ma la mano di Slaughter è ferma e non sbaglia: 79-78 a 3’20 dalla fine. E qua, cari amici, ammetto tranquillamente che la fortuna guarda verso la Virtus (per la primissima volta in questa stagione), infatti dopo il time-out dei lombardi, sulla rimessa della Vanoli, Milbourne riceve palla poco fuori dall’area, un colpevole Klaudio Ndoja lo perde, terzo tempo dell’americano di Cremona che però sbaglia un sottomano attaccato a canestro, ed il tap-in successivo arriva fori tempo massimo, la sirena è già suonata.

Vince la Virtus, vince una partita brutta, giocata sicuramente sottotono (almeno da parte dei suoi migliori giocatori), contro al contrario una Cremona combattiva, e che può dare fastidio a molti in questo campionato. Detto ciò, la Virtus ed il suo popolo festeggiano e portano a casa i due punti, ma in tutti c’è la consapevolezza che bisogna ancora migliorare molto.

Sperando che si possa riuscire a giocare finalmente al completo (visto che, come detto in precedneza, Baldi Rossi non ha praticamente giocato a causa del taglio rimediatosi al mento), la strada per il miglioramento è abbastanza lungo, ma almeno la via pare tracciata. Noi comunque continuiamo a sostenere i ragazzi e lo staff.

Alla prossima giornata ci sarà una trasferta decisamente complicata, sul campo del PalaDesio, in casa di Cantù (una squadra con un assetto societario praticamente in dissesto, ma con una squadra solida, capace di far cadere i campioni in carica della Reyer Venezia sul parquet della città brianzola).

Perciò testa bassa, LAVORARE MOLTO, ma anche un po’ di tranquillità ritrovata.

Forza Virtus!

 

Giovanni Fornaciari

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Categoria

Serie A1, Virtus