“Pesaro. Oggi siamo a Pesaro. La “Città della Bicicletta”, la città che riunisce in un unico essere l’arte medioevale, rinascimentale, barocca e romanica. Città di basket, città di mare… e un palazzetto, nuovo, affascinante, imponente e decisamente “caldo”. Sorge qui l’Adriatic Arena, in mezzo a un Eurospin e a un Uci Cinemas. C’è un piccolo viale pedonale che ci separa dalla nostra entrata e già partono i primi pronostici..
“MVP? Sicuro Gentile!”
“Macchè, vedrai Slaughter!!”
“Io invece credo in Lafayette..”

Mancano cinque giri di orologio e proprio ora entra in scena “l’armata bianconera”, il saluto avversario non è particolarmente amichevole e l’atmosfera diventa completamente incandescente, sottolineando la grande rivalità che da sempre separa queste due fortezze della pallacanestro italiana. A bordo campo si aggira come una trottola impazzita la mascotte delle VL, un’ape regina, che cerca di intrattenere il pubblico inscenando capriole, giravolte, piroette dall’esecuzione non del tutto entusiasmante dal punto di vista stilistico… e poco più tardi, un cartellone si alza verso la curva bianconera: “BentornAti.. e che derby sia!!”… e allora si parte!
Sembra da copione.. Slaughter giganteggia e palla a Lafayette… la squadra non esprime il miglior basket della storia, è vero, però quando quel numero 0 si alza a canestro, capisci che il bel gioco per questa sera può anche essere sacrificato. 27 punti, 7 rimbalzi, una gran faccia da schiaffi e una voglia matta di spaccare il mondo. Sempre viva la partita, ma sempre avanti la Virtus. Aggressiva, decisamente questa sera… e la conferma arriva da Slaughter, che termina la partita prima della sirena finale. Conferme dal “cinno” in casacca numero 6, in ombra per trequarti gara il capitano Rosselli.

 

Mancano due minuti.. “qua si rischia l’imbarcata” suggerisce Benci al mio fianco dopo aver subito il -2 avversario.. time out, richiesto da Coach Ramagli. Tutto un sudore in campo, solo della tensione sugli spalti. Si riparte subito, Gentile riallunga, Pesaro ricuce… e Lafayette spegne le ultime speranze biancorosse di rimonta. Scippa, segna in allontanamento senza guardare il canestro e un boato bianconero tuona in ogni angolo del palazzetto. Aradori segna gli ultimi 2 punti e tutta la tensione si trasforma in un grido di liberazione.
Sofferto, si, contro una buona squadra, ma consapevoli di essere singolarmente davvero invidiabili. Ora tutti a casa, direzione Bologna, casa nostra, dove domenica ci aspetta un’altra complicatissima prova. Nel frattempo godiamocela un po questa vittoria… siamo o non siamo “Totalmente dipendenti”??”

“Ah, quasi dimenticavo.. se qualcuno notasse un Maserati, a mezzanotte e mezza, fermo a fare rifornimento in una pompa di benzina dimenticato a dio, non perda tempo a fermarsi, è completamente impossibile immaginare che sia l’auto dei fratelli Gentile…..
o forse no…”

Uomo della Curva: Oliver Lafayette

Matteo Mazzega

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