Basket dalla curva

“Eccoci di nuovo qui, a calcare quel parquet che per anni abbiamo pestato da vincitori, campioni, eroi… eccoci di nuovo qui, a cantare, urlare, incitare, ridere ed emozionarci… possiamo finalmente tornare a respirare, aria buona, aria calda, proprio quella che si avverte all’interno di questo palazzetto in Piazza Azzarita. L’atmosfera sembra quella giusta, c’è voglia di far bene, c’è voglia di vincere, c’è voglia di tornare grandi. Mentre salgo le scale, un ricordo parte, si dirige a giugno scorso, quando siamo tornati in paradiso.. finalmente lo vedo, il parquet di gioco, con una grossa V a marcare il cerchio di centrocampo. Ci siamo, manca poco e un telone nero sorvola sopra le nostre teste, l’eccitazione sale alle stelle, il tifo è davvero sonoro, la tensione sale e le mani non smettono di sbattere l’una contro l’altra.

Via! Si parte da qui, con la manona di Slaughter che sembra toccare il tabellone segnapunti e a conquistare il primo possesso del match. Ogni singolo punto innesca delle urla provenienti da ogni settore del palazzo, la curva non smette un secondo di cantare… ahhh che bello!! Era da tempo che aspettavo questo momento.

Gentile sembra incontenibile, Lawson sembra essersi dimenticato che non gioca più in A2, Pietrone è il solito cagnaccio. Insomma, in questo momento sembra proprio non mancare niente, tutti sono felici, tutti sorridono, tutti cantano, sincronizzati perfettamente come a formare una grande orchestra. Coach Ramagli ne è a capo, sembra possedere un telecomando, tutti i giocatori ruotano perfettamente, si scambiano “cinque” e ad ogni giocata si sollevano grida di soddisfazione dagli spalti, soprattutto dalla nostra meravigliosa curva Calori. Parte qualche coro personale verso i vari pupilli della tifoseria: Ndoja, Gentile, Ramagli, Pajola… si, proprio Pajola, numero 6 sulla schiena e una gran voglia di stupire. Il talentino classe 99 corre, ruba, crea, insomma, gioca a basket!! Strappa applausi, quanti applausi, tutti meritati…

Arriva la sirena finale, la prima casalinga è già andata… il tempo sembra essere volato qui dentro, ma ogni animo è ancora carico di basket, di Virtus, di follia. Ora passeranno due lunghissime settimane e potremmo tornare a saltare, cantare, gridare verso il rettangolo di gioco, sempre dalla nostra amatissima e ritrovata Curva. Che sia solo stato un fuoco di paglia, ce lo dirà solamente il tempo, ma l’atmosfera sembra quella giusta. C’è voglia di basket, di lottare, di soffrire, di vincere, di appendere striscioni, di sventolare bandiere bianco-nere.. e di ricordare a tutti che “Da sempre, l’incubo dell’Italia intera”.

Uomo della Curva: Alessandro Pajola

Matteo Mazzega

 

 

 

Pubblicato da tirodatre

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...