Ci siamo, finalmente è giunto il momento di “ritornare a casa”, in tutti i sensi.

Si torna a giocare al Paladozza, sul campo di casa, e torna la massima serie nella città delle Due Torri, nel suo palco più storico, quello del “Madison” di Piazza Azzarita.

Torna dopo 21 anni di assenza dal Palazzo dello Sport, dove per circa quarant’anni la Virtus ha scritto la propria storia e quella della pallacanestro italiana. Già alla fine dello scorso anno, con la cavalcata dei play-off (che sono culminati con la vittoria del campionato, ed hanno sancito il ritorno nella massima serie) abbiamo avuto un assaggio di cosa significa giocare al Paladozza, tornando quasi un po’ indietro nel tempo.

Di sicuro epoche diverse, ma ciò non toglie che questo sia come un “ritorno a casa”, un qualcosa che da la sensazione di non essere mai veramente andati via del tutto.

Anche i tifosi sono cambiati in buona parte, rispetto alla gloriosa prima metà degli anno ’90: un ricambio generazionale ancora in corso ha di fatto portato moltissimi nuovi tifosi, giovani e giovanissimi, che non avevano mai messo piede dentro al Madison in vita loro. E tutto questo si coniuga in un clima di “ritrovata nobiltà”, unito ad senso quasi di “nuovo inizio”, che sta infiammando gli animi di tutti i tifosi.

Passando dal lato suggestivo a quello più pratico e sportivo della sfida di questa domenica, è giusto spendere qualche parola per analizzare quelli che saranno i prossimi avversari della Virtus Segafredo Bologna.

Reduce dal passaggio del turno preliminare di Fiba Champions League, che rappresenta un piccolo trionfo per la società del presidente Sindoni, l’Orlandina arriva a Bologna con l’intenzione di far bene, cercando di mettere in difficoltà i padroni di casa, che sulla carta appaiono come i favoriti.

L’esordio in campionato per la Betland, posticipato a causa dell’impegno in coppa, è stato sfortunato, con una sconfitta casalinga per mano della Flexx Pistoia.

Una squadra dunque motivata dal successo in campo europeo, che però arriva ferita dopo aver perso alla prima partita in casa. Bisognerà quindi non sottovalutare gli avversari, e puntare ad imporre il proprio gioco fin dal primo minuto dell’incontro.

Come detto, il pronostico è a favore della V nera, ma coach Ramagli dovrà fare attenzione alle “fiammate” dei giocatori biancoazzurri. Virtus Segafredo che scenderà in campo ancora senza Stefano Gentile, fermo ai box per l’infortunio muscolare rimediato nel pre-partita di Trento (chissà quindi di non vedere impiegato Alessandro Pajola per qualche minuto, per allungare le rotazioni).

Giocherà invece “mascherato” Klaudio Ndoja, costretto a portare una mascherina dopo la frattura delle ossa del naso a seguito di uno scontro di gioco con Ale Gentile durante un allenamento.

La Virtus è chiamata naturalmente a rispondere con una vittoria davanti al suo pubblico, dopo la sconfitta con Trento alla prima di campionato. Concludendo, c’è una cosa che va ricordata: se si vuole fare un campionato al livello che si era prefissato ad inizio stagione, il fattore campo sarà sicuramente fondamentale, ed andrà mantenuto col massimo impegno. Ma sono sicuro che questa squadra, supportata dal suo pubblico, ha i mezzi per “difendere” il Paladozza.

 

Palla due alle ore 18:15, biglietti sold-out. Diretta in streaming sulla piattaforma Eurosport Player.

Finalmente si torna al Madison.

 

Giovanni Fornaciari

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Virtus

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